Alla ricerca del grande e terribile mago di Oz

di Maria Cristina Giambruno

 

Anche L. Frank Baum, autore de “Il Mago di Oz”, era mancino come Lewis Carroll, autore di “Alice nel paese delle meraviglie”, e anche lui, come Carroll, possedeva una fantasia, una creatività, un animo - tout court - bambino senza nessuna intenzione di svendersela.

Perciò egli sapeva esattamente, proprio come Carroll, ciò che piace ai bambini, semplicemente perché le loro scelte sono anche le sue. Perciò nel suo libro può parlare di maghi, streghe, cicloni, scimmie volanti e soprattutto di omini di latta alla ricerca di un cuore, di spaventapasseri che parlano e di leoni fifoni. E lo fa alla grande tirandosi dietro tutti, bambini e adulti, perché tutto ciò che narra lo vive assolutamente senza artifici né bamboleggiamenti “ad usum delphini”.

A conferma, ove occorra, che “l’uomo diventa ciò che è”, come afferma Nietzsche, basta che ciascuno impari a conoscersi, con l’aiuto di qualcuno di giusto e di qualcosa di altro, come l’amicizia appunto. E tutto ciò in una storia per bambini. Grande Baum!

Per questi motivi e per altri ancora, dopo aver reso omaggio al genio di Carroll, portando in scena la sua Alice, ora mi piace celebrare la fantasmagorica creatività di Baum con l’allestimento de “Alla ricerca del grande e terribile Oz”, una interpretazione della sua opera in chiave decisamente moderna per la combinazione di molteplici forme e linguaggi, anche quelli multimediali, che meglio possano tradurre e comunicare ai ragazzi di oggi la poeticità e la sublime intelligenza delle sue pagine.

Maria Cristina Giambruno

Scheda didattica


Lo spettacolo E’ una messinscena in chiave decisamente moderna caratterizzata dalla combinazione di molteplici forme e linguaggi, anche multimediali, che meglio possano tradurre e comunicare ai ragazzi di oggi la poeticità e la sublime intelligenza delle pagine di Baum.

La trama Dorothy è una orfanella che vive con gli zii in campagna. Una campagna brulla e deserta deI lontano Kansas, uno degli Stati Uniti d’America. Improvvisamente un ciclone la trasporta in un mondo fantastico dove incontra uno Spaventapasseri, un Boscaiolo di latta e un Leone fifone. Insieme si mettono in viaggio verso una città tutta verde, la Città degli Smeraldi, per incontrare il grande Mago di Oz, l’unico che può aiutarli a ottenere ciò che cercano e desiderano di più: Dorothy vuole tornare a casa, lo Spaventapasseri va in cerca di un cervello, il Boscaiolo del cuore e il Leone del coraggio. Ma prima dovranno superare molteplici ostacoli e prove: i Tamaruc, le Scimmie volanti, la Perfida Strega dell’Ovest, ecc…

Riferimenti letterari L’autore de “Il Mago di Oz”, L.F.Baum nacque a Chittenango, piccolo paese dello Stato di New York, nel 1856. Scrisse innumerevoli racconti per i ragazzi, ma la sua opera maggiore è il ciclo di Oz. “Il Mago di Oz”, senza dubbio il suo capolavoro, è il primo volume del ciclo, cui hanno fatto seguito “Il ritorno al regno di Oz”, “Oz paese incantato”, “Ozma regina di Oz” e “Oz in pericolo”. L.F.Baum morì a Holliwood (California) nel 1919.

Tecniche e linguaggi La narrazione – quatto attori in scena - è la componente principale dello spettacolo. Ad esso fanno da cornice la scenografia avvolgente, le maschere e i pupazzi che traducono la narrazione in azione. Immagini e proiezioni interagiscono con la espressività attoriale che si rivela così il punto nodale dello spettacolo.

Strumenti di lavoro “Alla ricerca del grande e terribile Mago di Oz” offre ai docenti la possibilità di penetrare nell’essenza dello spettacolo decodificandolo scientificamente secondo l’analisi di Propp e lo schema di Kowzan. Nello spettacolo infatti, così come nel romanzo, sono rintracciabili le diverse funzioni codificate da Propp utili alla scomposizione e alla ricostruzione del racconto: il danneggiamento, il viaggio, l’incontro, le prove, la conquista… E per uno studio sulla lettura interpretativa dello spettacolo si può fare riferimento allo schema di Kowzan, che ha elaborato un modello assimilabile a un sistema di comunicazione multilineare dallo svolgimento per diverse linee parallele.

 

 

una produzione L'Uovo Teatro Stabile di Innovazione Onlus
con Guido D’Ascenzo, Alessandra Pavoni, Alessia Centofanti
drammaturgia e regia Maria Cristina Giambruno
scenografia Antonio Massena
musiche originali: Raffaello Angelini

 


disponibilità:
dicembre 2010 - maggio 2011

età consigliata: 5 -10 anni

durata: 50 minuti

tecniche utilizzate: teatro d’attore, pupazzi animati a vista, immagini

esigenze tecniche: palcoscenico all’italiana - spazio scenico utile mt.8x8x6 - quadratura nera montata - buio in sala -Kw impegnati 25 (380 V / 3P+N+T) - montaggio 4 ore, smontaggio 3 ore

 

 
 

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