Sette
note in Fuga è nato dal desiderio di
parlare ai bambini di musica attraverso il teatro.
L’incontro fra questi due linguaggi non
costituisce certo una novità, ma l’intento
era, non tanto quello di dar vita ad un gioco
alla pari in cui competenze teatrali e musicali
semplicemente si amalgamassero quanto piuttosto
mettere le prime al servizio delle seconde in
nome di una storia da raccontare evitando il
rischio, tutto didattico e/o semplicistico di
metter in scena una lezione di musica.
Sette note in Fuga si fonda sulla concreta esperienza
del mondo sonoro che l’infanzia effettua
attraverso l’espressione vocale, la relazione
con il corpo e la manipolazione ludica dell’oggetto
sollecitando la sensibilità e la percezione
del bambino attraverso forme visive e sonore,
invitandolo ad attivare una propria ricerca
di senso, analogamente a ciò che egli
fa quando anima i propri giochi.
In scena due attrici e danzatrici scoprono i
suoni e la musica giocando con gli oggetti che
li producono.
Corde, bidoni, assi, tubi, carta usati in modo
inventivo e insolito suggeriscono la configurazione
di veri e propri strumenti musicali: pianoforte,
violino, fisarmonica, flauto fino a comporre
una grande orchestra immaginaria.