”L’Albero”,
nella stesura, originaria è descritto
come uno spazio fuori da ogni collocazione temporale,
intatto ed essenziale. Uno spazio puro e lindo
dove è possibile costruire e organizzare
qualsiasi tipo di vita. Al centro di questo
spazio, un grande albero con due rami pieni
di mele. Un fiume dalle acque azzurre popolato
di pesci, divide lo spazio in due parti esattamente
uguali. I rami dell’albero sporgono uno
da una parte e uno dall’altra delle sponde
del fiume. Uno spazio incontaminato, abitato
da due esseri umani anch’essi incontaminati.
Il loro nome non ha importanza e non si chiamano
mai, sono due uomini ma sono al contempo tutti
gli esseri umani, come pure l’albero o
il fiume, sono al contempo tutti gli alberi
e tutti i fiumi; sono la natura, l’ambiente,
il mondo…

Nella trasposizione scenica
“L’Albero” è uno spettacolo
ricco di trovate e di sorprese, con un impianto
scenografico di grande intensità e suggestione
interamente realizzato con vetroresina e materiali
di recupero, un lavoro coraggioso che ha la
pretesa di voler parlare tanto ai ragazzi quanto
agli adulti.
Uno spettacolo alla pura insegna del divertimento
e del gioco teatrale, con un crescendo continuo
che culmina in un finale liberatorio, un finale
che annulla la divisione platea\palcoscenico,
un finale che vede lo spettacolo lievitare fino
all’inverosimile; ribollire, grondare
dal palco e coprire tutta la sala. In quel momento
folle e surreale, in quella ragnatela che richiama
la pop art, pubblico e attori
troveranno un divertente, diverso e significativo
momento di partecipazione.