“Laprincipessa
era bella, tanto bella….era così
bella che tutti, i compagni di scuola, le sue
amiche del cuore, gli invidiosi, nonne zie e
tutti i parenti, la chiamavano Laprincipessa,
non Principessa, ma Laprincipessa, tuttoattaccato,
come per dire che lei era la più bella,
che non ce ne poteva essere una più bella…e
lei ci teneva, eccome se ci teneva. Il ranocchio
era brutto, tanto bruttino, …era così
bruttino che tutti, i compagni di scuola, i
suoi migliori amici, i nemici, gli antipatici,
nonne zii e tutti i parenti, lo chiamavano…
Ilranocchio, tuttoattaccato, perché non
era brutto come “un” ranocchio,
ma come il ranocchio più brutto del mondo…ma
lui non se la prendeva, davvero, non se la prendeva.”
“Ti
darò la tua palla, ma tu, prendimi con
te, tienimi vicino, ti farò compagnia!”
“Gli
dirò di sì, così mi restituirà
la palla, ma poi lo lascerò qui, figuriamoci
se io, Laprincipessa, posso andare in giro con
un ranocchio del genere!”
Da
questo nasce l’idea per questo spettacolo:
fin da piccoli, ad un certo punto, per esempio
un giorno mentre si perde una palla con cui
si sta giocando, bisogna mettersi in rapporto
con l’altro, confrontarsi, abbandonare
un pochino di sé stessi e guardare gli
altri, che non sono come noi, sono diversi,
semplicemente diversi, a volte, come nel caso
de “Laprincipessa e Ilranocchio”
sono migliori di noi, e quasi sempre accettare
la diversità degli altri, condividere
tempo, amicizia, affetti, oggetti, con altre
individualità, rende anche noi migliori,
meno narcisisti, più inclini alla generosità
e alla comprensione, insomma più buoni.

In
un momento come il nostro, in cui il mondo intero
è affetto da una forma estrema di narcisismo,
fin da bambini, nel momento in cui il narcisismo
è indispensabile alla formazione della
personalità, è importante dare
un segnale forte di accettazione dell’altro,
di partecipazione ed empatia con il mondo.
Lo
spettacolo racconta, con un po’ di narrazione,
tanto teatro, il momento del “confronto”,
la scoperta della “bellezza” degli
altri, di come sia importante “conoscere”
gli altri, al di là delle apparenze dietro
le quali a volte possono nascondersi dei veri
tesori.