I ragazzi della via Paal

 

drammaturgia e regia Silvia Barbieri

produzione: Fondazione Aida
adattamento teatrale: Lorenzo Bassotto
con: Lorenzo Bassotto e Roberto Macchi
musiche: Andrea Faccioli
scene: Lorenzo Bassotto e Roberto Macchi
costumi: Sonia Mirandola
tecnico audio e luci: Matteo Pozzobon
regia: Lorenzo Bassotto

Testo ispirato a “I ragazzi della via Paal” di Ferenc Molnàr

Il romanzo
I ragazzi della Via Paal (in ungherese A Pál utcai fiúk) è un romanzo per ragazzi di Ferenc Molnàr, pubblicato a puntate su una rivista nel 1907 e destinato agli adulti come denuncia della mancanza di spazi per il gioco dei ragazzi. È forse il più popolare romanzo ungherese, nonché uno dei più noti classici della letteratura per l’infanzia.

La storia
Lottare per la conquista di uno spazio, di una terra. La maggior parte delle guerre hanno questa motivazione come scintilla scatenante. Conquistare uno spazio. La potenza di questa storia sta nel fatto che questi ragazzi giocano ad una “guerra”, non senza elementi di durezza e di tragicità, per conquistare uno spazio da dedicare ai loro giochi. Il gioco per poter giocare. Come diceva un grande sportivo “il calcio non è niente altro che una palla e la voglia di giocare” qui, parafrasandolo, potremmo dire che il gioco è un campo e la voglia di giocare. Nella storia di Molnàr questo elemento di base lascia fiorire intorno a sé tutti i personaggi e le loro vicissitudini facendo diventare epica la loro vita e portandoli fino all’inevitabile tragico finale, con la vittoria della “guerra” rovinata dalla scomparsa del piccolo eroe Nemecsèk e la beffa dell’apertura di un cantiere per la costruzione di un palazzo proprio nella segheria di via Paal.

Lo spettacolo
Combattere giocando e giocare combattendo. Lo spettacolo partirà da questo semplice enunciato per raccontare la lotta per la vita e la lotta per i propri diritti di questi eroici e normali ragazzini. Eroici nella loro normalità appunto, capaci di riconoscere l’onore e il tradimento, capaci di morire per un ideale distrutto dallo scorrere semplice dell’esistenza. L’importanza di considerare alto il proprio obbiettivo che si rivela un affannarsi intorno al niente.

«Boka fissò pensosamente davanti a sé, e per la prima volta nella sua anima di ragazzo balenò l'idea di ciò che è propriamente questa vita, per la quale noi, suoi schiavi, ora con gioia, ora con dolore, lottiamo»

La messa in scena si servirà della narrazione aiutata da momenti di “personificazione” nei personaggi da parte degli attori. Grazie alla musica originale composta per lo spettacolo, si cercherà di rendere l’atmosfera della Budapest anni ’50 per portare lo spettatore ad un coinvolgimento più profondo. Le scene semplici e l’oggettistica d’epoca giocheranno su quella che possiamo definire un’ “efficacia magica” partendo dall’immagine delle cataste di legna della segheria per poi aprirsi in situazioni inaspettate. Anche i costumi appositamente concepiti su modelli originali di quegli anni serviranno alla magia.

 

tecnica utilizzata: teatro d’attore
durata: 60 minuti
fascia d’età: 8-13 anni


 

 


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