Il
romanzo
I ragazzi della Via Paal (in ungherese
A Pál utcai fiúk) è un
romanzo per ragazzi di Ferenc Molnàr,
pubblicato a puntate su una rivista nel 1907
e destinato agli adulti come denuncia della
mancanza di spazi per il gioco dei ragazzi.
È forse il più popolare romanzo
ungherese, nonché uno dei più
noti classici della letteratura per l’infanzia.
La
storia
Lottare per la conquista di uno spazio, di una
terra. La maggior parte delle guerre hanno questa
motivazione come scintilla scatenante. Conquistare
uno spazio. La potenza di questa storia sta
nel fatto che questi ragazzi giocano ad una
“guerra”, non senza elementi di
durezza e di tragicità, per conquistare
uno spazio da dedicare ai loro giochi. Il gioco
per poter giocare. Come diceva un grande sportivo
“il calcio non è niente altro che
una palla e la voglia di giocare” qui,
parafrasandolo, potremmo dire che il gioco è
un campo e la voglia di giocare. Nella storia
di Molnàr questo elemento di base lascia
fiorire intorno a sé tutti i personaggi
e le loro vicissitudini facendo diventare epica
la loro vita e portandoli fino all’inevitabile
tragico finale, con la vittoria della “guerra”
rovinata dalla scomparsa del piccolo eroe Nemecsèk
e la beffa dell’apertura di un cantiere
per la costruzione di un palazzo proprio nella
segheria di via Paal.

Lo
spettacolo
Combattere giocando e giocare combattendo. Lo
spettacolo partirà da questo semplice
enunciato per raccontare la lotta per la vita
e la lotta per i propri diritti di questi eroici
e normali ragazzini. Eroici nella loro normalità
appunto, capaci di riconoscere l’onore
e il tradimento, capaci di morire per un ideale
distrutto dallo scorrere semplice dell’esistenza.
L’importanza di considerare alto il proprio
obbiettivo che si rivela un affannarsi intorno
al niente.
«Boka
fissò pensosamente davanti a sé,
e per la prima volta nella sua anima di ragazzo
balenò l'idea di ciò che è
propriamente questa vita, per la quale noi,
suoi schiavi, ora con gioia, ora con dolore,
lottiamo»
La
messa in scena si servirà della narrazione
aiutata da momenti di “personificazione”
nei personaggi da parte degli attori. Grazie
alla musica originale composta per lo spettacolo,
si cercherà di rendere l’atmosfera
della Budapest anni ’50 per portare lo
spettatore ad un coinvolgimento più profondo.
Le scene semplici e l’oggettistica d’epoca
giocheranno su quella che possiamo definire
un’ “efficacia magica” partendo
dall’immagine delle cataste di legna della
segheria per poi aprirsi in situazioni inaspettate.
Anche i costumi appositamente concepiti su modelli
originali di quegli anni serviranno alla magia.
tecnica
utilizzata: teatro d’attore
durata: 60 minuti
fascia d’età: 8-13 anni