ovvero: i
bambini... molto meglio non farli arrabbiare
di
Daniele Milani
Matilde
è uno spettacolo che tratta con sferzante
comicità e spirito paradossale argomenti
fondamentali della crescita del bambino.
Attraverso la maschera grottesca, tipica dello
stile di Roald Dahl, si parla del rapporto dei
bambini con il mondo adulto, con particolare
attenzione alla figura della madre e del suo
principale alter-ego sociale, quello cioè
dell'insegnante.
Da questo punto di vista infatti è possibile
evidenziare in Matilde alcuni richiami profondi
(ma non espliciti) a fiabe tradizionali quali
Hansel e Gretel e Pollicino.
Il messaggio fondamentale della storia è
che il bambino ha bisogno di intessere intorno
a sé una rete di relazioni basate sull'amore,
perché solo questo è capace di
farlo crescere in maniera armonica e sana.
Molto spesso però questo principio elementare
viene totalmente disatteso dalla società,
che costringe i piccoli a compiere imprese eccezionali
durante la crescita.
Matilde
è una storia che parla al cuore di
tutti i bambini lasciati troppo soli o trascurati,
di tutti bambini a cui, per superficialità
o per disgrazia, sono venute a mancare figure
di riferimento del mondo adulto... a tutti
questi bambini la storia vuole infondere il
coraggio di andare avanti e non darsi per
vinti, il coraggio necessario a credere nelle
proprie capacità.
La storia insegna a diffidare delle apparenze,
dei finti divertimenti, dei falsi ben pensanti
e a stabilire con gli adulti, ma anche con
i coetanei, rapporti basati su scambi affettivi
sani e profondi.
In questo la scuola e la cultura in generale,
giocano un ruolo fondamentale. Quando l'insegnamento
non si fa coercitivo e schematico, quando
rispetta la personalità del bambino,
quando lo guida attraverso un reale percorso
di formazione e di crescita, gli dona gli
strumenti indispensabili ad affrontare le
difficoltà della vita, giungendo perfino
a sostituire degnamente le carenze della sfera
affettiva. Il tutto, però, è
presente nella storia in maniera leggera,
con un uso magistrale della metafora e dell'iperbole,
figure retoriche di cui Dahl è maestro
indiscusso; grazie al suo irresistibile spirito
comico e apparentemente scanzonato, Dahl riesce
infatti ad evitare qualsiasi retorica e luogo
comune.
Il
lavoro sul testo è stato finalizzato
alla trasposizione nel linguaggio teatrale della
storia; alcune metafore sono state tradotte
in termini visivi, altre raccontate attraverso
la parola, rispettando gli elementi essenziali
del romanzo.
una produzione
L'Uovo Teatro Stabile di Innovazione
Onlus in collaborazione conCompagnia
Teatrale A Bocca Aperta drammaturgia e regia
Daniele Milani supervisione artistica
Maria Cristina Giambruno scene e luci Raffaello
Mastrorilli costumi: Attilio
Carota realizzati da
Laboratorio In Costume musiche originali:
Raffaello Angelini
disponibilità: dicembre
2010 - aprile 2011
età
consigliata: 6-10
anni (scuola primaria)
durata:
50 minuti
tecniche
utilizzate:
teatro d’attore
riferimenti
letterari:
Matilde di Roald Dahl
esigenze
tecniche: palcoscenico
all’italiana - spazio scenico utile mt.7x6x3,50
- quadratura nera montata - buio in sala -Kw impegnati
15 (380 V / 3P+N+T) - montaggio 3 ore
L'Uovo Onlus - TSI
via Tito Pellicciotti 7/b
67100 L'Aquila
tel 0862.1960851
fax 0862.1960852
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Partita I.V.A. 00232820662