| Metamorphoses
si ispira al concetto di trasformazione, di cambiamento
di forma. Cambiamento di forma che, così
come avviene in natura, è anche alla base
delle teorie della fisica, in quanto scienza che
studia, oltre alle proprietà generali dei
corpi, proprio quelle leggi che tendono a modificarne
il movimento o lo stato senza modificarne la natura.
E il teatro non è forse la messinscena
della trasformazione di una serie di elementi
quali il suono (parola, musica e suono puro),
la luce (colore e immagine) e il movimento dei
corpi, degli attori e non solo?… E la combinazione
di tali elementi altro non è che l’essenza
della vita stessa, nella sua rappresentazione
realistica o fantastica che sia.
In un ambiente
tanto semplice quanto complesso simbolo delle
contraddizioni umane - continuamente metamorfizzato
tramite la interazione di tecnologie diverse,
videoproiettori, computers, correlatori di fase
grafici, particolari effetti luminosi, e…
che visualizzano onde sonore, onde luminose, immagini
fantastiche in grado di creare una scenografia
sempre nuova, correlata all’intensità,
al volume, all’emozione della voce dell’attore,
alla creatività e manualità del
light-designer, alla risposta del pubblico, in
un continuo rincorrersi e sovrapporsi di piani
di lettura verticali e/o orizzontali - si muovono
quattro personaggi.
I quattro discutono,
parlano, litigano, monologano, s’interrogano
su cosa la scienza e la fisica rappresentino,
sul concetto del lecito, sull’atteggiamento
critico nei confronti dei luoghi comuni che spesso
tali argomenti evocano, e…nelle loro parole,
contemporaneamente visualizzate sugli schermi
a mo’ di curve grafiche, echeggiano schegge
di pensieri, frammenti di dubbi, disperanti follie,…recitati
accanto, molto accanto al pubblico, che pure trova
nel caleidoscopico percorso spettacolare i suoi
momenti di simbiotica, estatica riflessione….
…fatti
non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
Lo spettacolo è la componente
essenziale della progettualità Metamorphoses
- titolo dal quale prende nome lo stesso spettacolo
- elaborata da Antonio Massena per il World Year
of Physics 2005 e costituisce l’esito primario
di una straordinaria sinergia culturale e scientifica
cui hanno dato vita il Museo Tridentino di Scienze
Naturali, il Centro Servizi Culturali S. Chiara,
i Laboratori Nazionali del Gran Sasso e L’Uovo
Teatro Stabile di Innovazione con il sostegno
di amministrazioni pubbliche e di privati.
Una sinergia che avvicina teatro e scienza, due
espressioni del sentire e del pensare umano apparentemente
antitetiche secondo una visione superficiale delle
cose…una sinergia particolarmente forte,
tesa ad investire, secondare e sviluppare modi
e forme dell’espressione artistica e della
ricerca scientifica in ragione di una contiguità
ancora tutta da valorizzare.
Contiguità peraltro sempre sottesa nei
fatti da L’Uovo che ha tracciato il proprio
percorso di ricerca artistica nel solco di un
processo creativo imperniato sulla contaminazione
e sulla interazione di linguaggi diversi - compresi
quelli messi a disposizione dal progresso scientifico
e tecnologico - per delineare forme complesse
di espressione drammatica e per suscitare ancora
e sempre emozionalità la più autentica
negli attori (interpreti e spettatori) del rito
teatrale.
Lo spettacolo, pertanto, rappresenta una ulteriore
tappa nell’originale processo creativo de
L’Uovo ed esplica compiutamente la rilevanza
della sinergia maturata col progetto Metamorphoses,
da cui altri percorsi avranno certamente scaturigine
per concorrere allo sviluppo delle possibili interazioni
fra scienza e teatro.
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