Monnezza !

di Maria Cristina Giambruno

Una delle disfunzioni più gravi che lo sviluppo socio–economico ha portato, in Italia e ovunque nel mondo, è certamente quella dei rifiuti solidi urbani. Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è sempre stato effettuato con l’ammassamento in discariche più o meno grandi poste nelle immediate vicinanze dei centri di cui erano a servizio; sopportate malvolentieri dagli abitanti vicini, ma strettamente necessarie in mancanza di un serio piano alternativo di smaltimento.
Oggi riduzione, riutilizzo del materiale tal quale, riciclaggio della materia costituente il materiale raccolto e recupero sono i nuovi quattro imperativi che si impongono per affrontare correttamente il problema delle smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tutti dovremmo essere consapevoli di una parte del complesso meccanismo che può aiutare l’ambiente e noi stessi a vivere meglio. Questa metodologia di impostazione è stata anche sinteticamente denominata come “La filosofia delle 4R” .
Per sensibilizzare le giovani generazioni a problematiche tali, il contributo di uno spettacolo teatrale, attraverso i suoi mille linguaggi e i suoi infiniti strumenti espressivi, risulta strumento di valenza eccezionale ai fini della comprensione di temi complessi e fondamentali per lo sviluppo armonico del nostro futuro e della acquisizione di prassi quotidiane più intelligenti ed economicamente auspicabili.

 


Di spazzatura si muore.
Ma di spazzatura si vive anche, nel bene e/o nel male, metaforicamente e non.


MONNEZZA! parte proprio da qui, da questa scoperta. Una scoperta che vuole condividere con il suo pubblico, ponendosi però in una prospettiva diametralmente opposta a quella usuale nel guardare al problema.
Lo spettacolo, infatti, non offre al pubblico uno sguardo dal ponte, cioè dall’alto, verso i mucchi di rifiuti, ma ne propone un’osservazione dal basso, cioè dal punto di visuale – e di vista – di chi nella strada ci vive. Come, nella fattispecie, i due coprotagonisti, assolutamente diversi all’apparenza, straordinariamente simili nella sostanza: la sostanza dei sogni.
L’uno un inventore di parole – uno scrittore – che, in perenne ricerca di ispirazione, ha percorso tanta strada che alla fine ci si è perso…o forse no.
L’altro, un mimo/prestigiatore – un inventore di cose – che la strada l’ha scelta per trasformarla…almeno un po’.
Inevitabile, per tutti e due, lo scontro con lo scempio della spazzatura, che gli invade il cammino, e la vita.
E allora, l’uno più arrabbiato, l’altro più fiducioso, affronteranno insieme il problema, a modo loro… l’inventore di parole e l’inventore di cose, creatori di emozioni, entrambi…
MONNEZZA! sarà, dunque uno spettacolo/viaggio che introdurrà gli spettatori a queste tematiche, e ad altro ancora, attraverso la sensibilità degli attori, le suggestioni delle musiche, il fascino evocativo degli elementi scenici, gli incanti e, a volte, la crudezza delle immagini video, il gioco della luce e l’utilizzo delle diverse tecniche interpretative volte a suscitare, soprattutto, emozioni, come teatro vuole.

con Raffaello Mastrorilli, Guido D'Ascenzo
regia Maria Cristina Giambruno
scene Antonio Massena
costumi Chiara Defant
musiche originali Raffaello Angelini
assistente regia Alessandra Pavoni
organizzazione Antonella Rapagnani
amministrazione Marcella Angelini
realizzazione scene Francesco Margutti, Mirella Capannolo

Per sensibilizzare le giovani generazioni a problematiche del risparmio energetico, il contributo di uno spettacolo teatrale, attraverso i suoi mille linguaggi e i suoi infiniti strumenti espressivi, risulta strumento di valenza eccezionale ai fini della comprensione di temi complessi e fondamentali per lo sviluppo armonico del nostro futuro e della acquisizione di prassi quotidiane più intelligenti ed economicamente auspicabili.

 

trama: In scena due personaggi che hanno scelto una vita simile, ma per motivi diversi: uno scrittore clochard, in perenne e attenta osservazione della vita e delle abitudini dell’uomo e uno, mimo prestigiatore. Alla magia del mimo e alla sua lievità nell’affrontare la vita fanno da contraltare la concretezza e l’amarezza dell’altro. Lo scrittore denuncia come il consumismo esasperato, di cui un tempo anche lui era promotore, sia il principio di un circolo perverso che sta massacrando la società odierna. Il prestigiatore cerca di restituirgli il sorriso prospettandogli alternative di vita, con il riuso dei materiali e ipotesi di riciclo, sottolineando la genialità di famosi artisti che proprio dai rifiuti hanno trovato la fonte di ispirazione e spesso anche le materie prime delle loro opere. Un terzo personaggio c’è, ma non compare mai sulla scena pur essendo sempre presente con le sue luminose citazioni ed esempi di strada e di vita…
Ciascuno dei tre personaggi offre una propria percezione del problema dei rifiuti, ma anche una comunità d’intenti su come affrontarlo… attraverso suggestioni, emozioni e trasformazioni.

temi prevalenti: Consumismo, spreco, sperpero delle risorse, raccolta differenziata, riciclo dei materiali e riuso delle eccedenze.

tecniche e linguaggi: Teatro d’attore, acrobatica e immagini in video.

possibili percorsi didattici: Scopo dello spettacolo è far riflettere sull’urgenza di mettere riparo e fine ai danni enormi che comportamenti irresponsabili hanno arrecato e continuano ad arrecare all’ambiente e a chi lo vive. Perciò, a partire da Monnezza! è possibile:
- riflettere sulla enorme quantità di rifiuti che soffoca umani, fauna e flora, che avvelena terra e acqua e che potrebbe non esistere se i ricchi del pianeta imparassero a consumare il necessario;
- rendersi conto di quanto cibo finisce nella spazzatura direttamente dai banchi dei supermercati, senza neanche passare per la nostra tavola;
- prendere atto che, schiavi della logica consumistica, ci si precipita a comprare “una vantaggiosissima offerta” senza neanche chiedersi se ve ne sia reale necessità;
- stimolare la riduzione dei consumi;
- capire ’importanza della differenziazione dei rifiuti (un piccolo sforzo che consente il riciclo dei materiali e la diminuzione della quantità di spazzatura, fondamento di una economia sostenibile);
- approfondire la conoscenza delle buone pratiche adottate da alcune Municipalità e raccomandarle.

ulteriori percorsi: Per un approfondimento più articolato, si possono seguire percorsi informati alla “filosofia delle 4R”: Riduzione, Riciclo, Riutilizzo, Recupero. Ciascuno di essi, complementari tra loro, può promuovere basilari norme di comportamento:

  • Riduzione: L’enorme quantità di rifiuti è diretta conseguenza di un consumismo sfrenato, che potrebbe essere contenuto e perfino eliminato con piccoli accorgimenti, quali:
    - bere acqua del rubinetto, anziché comprare quella confezionata
    nelle bottiglie di plastica;
    - usare i fogli di carta da entrambi i lati e per la “brutta copia”
    riutilizzare quelli già stampati da un solo lato;
    - portarsi la merenda preparata a casa, anziché acquistare
    merendine preconfezionate;
    - acquistare prodotti ricaricabili (penne, saponi concentrati da
    diluire, ecc) e apparecchi con pile ricaricabili o, meglio ancora, che sfruttino l’energia solare;
    - usare per la spesa sacchetti di carta o di tela anziché quelli di
    plastica;
    - preferire prodotti con imballaggi essenziali: alcune confezioni
    sono necessarie e indispensabili (quelle per alimenti), ma altre sono inutili;
    - chiedersi se si ha davvero bisogno di un certo prodotto o se,
    invece, lo si desidera solo perché influenzati dalla pubblicità…
  • Riciclo: I rifiuti possono diventare una risorsa fondamentale per un futuro sostenibile, qualora siano attentamente differenziati per tipologia; solo così si può procedere al loro riciclo.
    In molte città sono in fase di sperimentazione (in alcune sono già realtà) nuove funzionali modalità di raccolta differenziata:
    - isole ecologiche
    - isole ecologiche a scomparsa
    - raccolta porta a porta
    si può quindi accennare ad esse, sottolineando che per la loro riuscita è necessaria una buona collaborazione tra organismi pubblici preposti e cittadini
    Si può far presente l’esistenza di rifiuti pericolosi, come pile, correttore liquido, barattoli di vernice, detergenti chimici e medicinali scaduti: questa tipologia di prodotti presentano sull’etichetta l’avvertenza “non disperdere nell’ambiente dopo l’uso”. Vanno smaltiti in appositi contenitori.
  • Riutilizzo: E’ possibile riparare gli oggetti anziché buttarli via.
    In alcuni paesi, latte, acqua e altri liquidi si vendono in vuoti a rendere che vengono riutilizzati più volte. I vestiti smessi possono essere impiegati come canovacci e stracci al posto dei rotoli asciugatutto, oppure, se ancora in buono stato, donati ad associazioni che li distribuiscono a persone meno fortunate. Facendo ricorso alla fantasia, si possono assemblare oggetti destinati al macero, trovando per loro nuovi usi. A tal riguardo può essere interessante richiamare i nomi di grandi artisti, quali Picasso, César o Arman, che, ispirati proprio dai rifiuti, li hanno fatti entrare nei musei invece di gettarli nella spazzatura.
  • Recupero: Nel recupero, però, i rifiuti vengono trasformati in materiale diverso da quello originario; nel riciclo la materia resta la medesima. Un esempio di recupero è la creazione di compost, terriccio fertilizzante ricavabile dagli scarti di cibo. Si tratta di un processo molto semplice e chi possiede un giardino può utilizzare compost al posto di fertilizzanti chimici; per la trasformazione del materiale organico (con l’aggiunta anche di foglie, rami, etc…) basta seguire poche semplice regole:
    - rimescolare i rifiuti e farli arieggiare per facilitare l’attività di microrganismi;
    - controllarne l’umidità: deve essere imbevuto come una spugna, ma senza che si sbricioli.
    - dopo 6 - 12 mesi il processo è completo: il compost avrà un colore scuro, un aspetto omogeneo e un odore gradevole. A quel punto lo si può utilizzare in giardino mescolandone un terzo con due terzi di terra.





SEMPLICEMENTE, EMOZIONANTE!
Monnezza! è il titolo di uno spettacolo forte, ricco, emozionante che parla di rifiuti; una pièce intelligente, attuale, il cui elemento portante e anima profonda sono l’informazione e la riflessione sulla spazzatura, sugli sprechi della produzione industriale e sui rifiuti tossici che si accumulano nell’ambiente e che si disperdono da nord a sud del nostro paese. Scritta e diretta da Maria Cristina Giambruno, questa nuova Pièce colpisce dritto al cuore perché affronta il problema ambientale partendo dall’analisi di dati concreti, proposti attraverso il linguaggio universale della poesia. Monnezza! vuol essere, e ci riesce a pieno titolo, una vera e propria campagna di sensibilizzazione al rispetto e alla cura del pianeta, perché “la Terra non è mia, non è tua, è di se stessa” e noi non abbiamo nessun diritto di arrecarle danni irreparabili. Lo spettacolo è pieno di vitalità, di giochi, luci e colori, impressionanti evoluzioni aeree, non mancano inserti video che mostrano la cruda realtà e i due attori, davvero bravi, creano la giusta sinergia per un risultato eccellente. Con il suo linguaggio fluido, coinvolgente, allegro, lo spettacolo pone lo spettatore davanti ad una riflessione profonda, cui non può sfuggire. Infatti il lavoro della Giambruno cerca di offrire soluzioni al problema, azioni di piccolo conto se viste nella loro singolarità, ma che, diventando concrete, faranno in futuro la vera differenza per liberare questo “sporco mondo!”. Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa, soddisfacendo i propri bisogni con raziocinio e consapevolezza per non lasciare alle future generazioni un mondo avvelenato dai rifiuti. E’ ora di decidere, proprio come ha fatto una giovane spettatrice, che al termine dello spettacolo ha commentato: “Ora so come voglio vivere”.
Claudia Muzi - Studentessa Liceo Scientifico “Andrea Bafile” dell’Aquila

UNA TRAGEDIA NELLA COMMEDIA
Esilarante, irrequieto, inebriante, esuberante, onirico, ironico…tutto l’evolversi di un flusso di pensieri, sensazioni, illuminazioni, racchiuse attorno al filo magico di questa vivace commedia, dove il messaggio risulta forte e chiaro, come il rintocco di una “Campana”, ma, allo stesso tempo, magico e affascinante, come una “Scintilla”. Il perfetto connubio tra chi vive per sognare, come Scintilla, un ragazzo reduce dagli antichi bagliori del misterioso mondo del Circo - il reame degli artisti per eccellenza - che riesce a far nascere una rosa dal nulla, sempre alla ricerca di se stesso e di una sua energia interiore e chi sogna per vivere o, per meglio dire, per sopravvivere, come “Campana”. Un nichilista, un autarchico solipsista, un autentico nostalgico di un’era ormai andata, in cui c’era un consumismo “ancora in fasce”, figlio di un capitalismo incitante, ma pur sempre gestibile, un’era completamente diversa da questa attuale, compulsiva, ossessa dal consumismo imperante, piena di “scienze esatte e inutili profitti”, era del lassismo opprimente e del qualunquismo inquietante. Le due perfette facce di una stessa medaglia, due diversi modi di affrontare la vita, ma pur sempre due modi di Viverla, non di Morirla, come invece si vede fare da parte di molti, tutti presi dal proliferare delle più sofisticate tecnologie, orbi del marciume, che lasciamo crearsi attorno a noi. Una tragedia nella commedia, basti pensare a quelle immagini che si susseguono, che ritraggono una società in crescita (o decrescita?), in continuo movimento, piena di gente stressata, annullata, omologata. Il tutto, con un finale degno di ogni lode, con un monologo che fa pensare, che ci spinge verso una nuova realtà, verso un nuovo modo di affrontarla, un modo per nulla velleitario, anzi, se lo volessimo, assolutamente attuabile. Ci vorrebbe solo un po’ di buonsenso, ma anche di fantasia e innocenza per poter tornare tutti quanti ad affermare: “Amo ogni singolo, piccolo, stupido attimo della mia vita!”
Sara Portone - Studentessa Facoltà di Medicina e Chirurgia Università dell’Aquila

Impressioni e suggestioni di spettatori*

È stato sorprendente il fatto che in 50 minuti sia stato possibile rendere consapevole lo spettatore di ciò che sta accadendo nel mondo, riguardo al problema della sovrapproduzione e dello smaltimento dei rifiuti e di come noi stessi ogni giorno ‘ci impegniamo’ a distruggere l’ambiente con un’insensata rincorsa ad un effimero benessere.
Federica Pergallini

…vengono proposte tante idee dai nostri amici clochards che, tra un gioco di prestigio ed un’acrobazia, ci hanno mostrato (molto d’effetto l’idea di proiettare le immagini) come anche il più banale degli oggetti possa diventare un’opera d’arte, allora, improvvisiamoci tutti degli artisti così almeno lasciamo respirare un po’ la povera Terra e chissà se potremo un giorno intonare un nuovo Inno alla gioia! La scenografia poi, cattura lo sguardo, ti rapisce, racchiude in una sintesi perfetta il caos del mondo, un mondo sbiadito, ma che potrà tornare a brillare, con l’impegno di tutti! Quanto alla ribattezzata “Ballata della strada”, che dire? Intensa, profonda, dura, vera…il congedo perfetto per uscire di scena!
Francesca Montagliani

È uno spettacolo di grande attualità e che offre un’ interessante prospettiva su fatti recenti come quello del problema dei rifiuti; evidenzia le responsabilità che ha la politica per le sue scelte inadatte e molto spesso discutibili e che abbiamo anche noi cittadini
per le nostre cattive abitudini domestiche. Per bocca dei due personaggi, infatti, l’autrice fornisce svariate informazioni utili per migliorare il nostro modo di vivere attraverso un uso più cosciente delle nostre risorse …
… parafrasando un vecchio slogan ancora in voga tra i movimenti ambientalisti: “La terra va accarezzata, non calpestata”

Tania Seconi

Anche il dialogo finale è veramente di impatto, chiaro ed efficace nel suo scopo comunicativo, lascia lo spettatore così attento da indurlo a delle riflessioni importanti per se stesso e di conseguenza per la società tutta.
Alessandra Galantini

… arriva in modo così diretto e sentito, ma anche così poetico, che è impossibile uscire dallo spettacolo e non pensare a quanto potremmo fare e quanto, in realtà non facciamo, per salvaguardare l’ambiente. Monnezza è un monito, in sintesi, ma anche veicolo di fondamentali e utili consigli che sentiamo continuamente, ma che comprendiamo a fondo grazie alla spinta emozionale del teatro.
Martina Merlini

… importante anche il messaggio animalista che prende posizione contro chi specula sullo sfruttamento degli animali…
Paola Almonte Paola

* studentesse del corso di Tecnica della Riabilitazione psichiatrica della Facoltà di Medicina, Università dell’Aquila

 

 

disponibilità febbraio - maggio 2010
età consigliata 9 - 13 anni
tecnica utilizzata teatro d’attore, immagini in video
durata 55’
esigenze tecniche palcoscenico all’italiana m 8x7x5h
quadratura nera montata
buio in sala
Kw impegnati 15 (380 V / 3 P+N+T)
montaggio 4 ore

lo spettacolo può essere adattato anche in spazi di dimensioni minori

 

PROGRAMMAZIONE 2009:
gennaio
domenica 11 e lunedì 12 Lanciano (CH), Teatro Comunale Fedele Fenaroli; mercoledì 14 Castelnuovo Vomano (TE) , Sala Polifunzionale; giovedì 15 e venerdì 16 Sulmona (AQ),Cineteatro Pacifico; lunedì 19 Foligno (PG), Auditorium; martedì 20 Orvieto (TR), Teatro Mancinelli; mercoledì 21 Marsciano (PG), Teatro Concordia; giovedì 22 e venerdì 23 Corinaldo (AN), Teatro Goldoni; lunedì 26 Pergine Valsugana (TN), Teatro Don Bosco; martedì 27 Mori (TN), Teatro G.Modena; mercoledì 28 Borgo Valsugana (TN), Teatro Centro Scolastico; giovedì 29 Mezzolombardo (TN), Teatro San Pietro
febbraio
Lunedì 2 e martedì 3 Minerbio (BO), Teatro Palazzo Minerva; mercoledì 4 e giovedì 5 Savignano sul Panaro (MO), Teatro Comunale; venerdì 6 Bologna, Teatro Orione; da martedì 10 a venerdì 13 Verona, Teatro Filippini; lunedì 16 e martedì 17 Molinella (BO), Auditorium; mercoledì 18 e venerdì 19 Treviso, Teatro Sant’ Anna; domenica 22 e lunedì 23 San Salvo (CH), Auditorium “Aldo Moro”; giovedì 26 e venerdì 27 Cascina (PI), Teatro Politeama
marzo
da domenica 1 a venerdì 6 Cagliari, Teatro delle Saline; da domenica 8 a mercoledì 11 Sassari, Teatro il Ferroviario; da giovedì 12 a mercoledì 18 Paulilatino (OR) Teatro Grazia Deledda; giovedì 20 e sabato 21 Vasto (CH), Teatro Figlie della Croce; Domenica 22 e lunedì 23 Bari, Teatro Casa di Pulcinella; Martedì 24 Bisceglie (BA), Teatro Garibaldi; Da mercoledì 25 a venerdì 27 Popoli (AQ), Teatro Comunale; da domenica 29 marzo a mercoledì 1 aprile Città S.Angelo (PE), Teatro Comunale
aprile
giovedì 2 e venerdì 3 Livorno, Teatro di Villa Corridi; Lunedì 6 e martedì 7 Empoli, Teatro Shalom; Giovedì 16 e venerdì 17 Ancona, Teatro Sperimentale; Lunedì 20 Terni, Teatro Auditorium; Martedì 21 e mercoledì 22 Perugia, Nuovo Teatro San Sisto; Giovedì 23 e venerdì 24 Bassano del Grappa (VI), Teatro Antica Caserma Cimberle Ferrari
Maggio
lunedì 4 e martedì 5 Rovereto (TN), Auditorium Melotti

 

MONNEZZA! è una produzione L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione Onlus in collaborazione con Comune dell’Aquila Assessorato Politiche Servizi Tutela Ambientale nell’ambito del Progetto Voglio Cambiare! Cultura, ambiente e sviluppo sostenibile

L'Uovo Onlus - TSI
via Tito Pellicciotti 7/b
67100 L'Aquila
tel 0862.1960851
fax 0862.1960852
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Partita I.V.A. 00232820662
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