Morti a perdere

di Maria Cristina Giambruno

 

912.410 infortuni sul lavoro 1.207 morti (2007)
874.940 infortuni sul lavoro 1.120 morti (2008)
790.000 infortuni sul lavoro 1.050 morti (2009)
358 morti (gennaio-agosto 2010)

 

Solo numeri? Solo dati statistici?

Tabelle, caselle da riempire, cifre da analizzare in maniera asettica … no!
Una immane tragedia che un paese civile non può e non deve permettere!
Gli enti demandati al controllo e alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro devono individuare strategie comuni per evitare il ripetersi di tante tragiche morti; essi, in sinergia con quanti partecipano ai processi produttivi, devono promuovere azioni che, attraverso la prevenzione, determinino l’acquisizione di una cultura della sicurezza non più rinviabile.
La prevenzione può essere efficace solo se la conoscenza dei complessi meccanismi che regolano la sicurezza sul lavoro vengono acquisiti a cominciare dalle giovani generazioni; la scuola, con i suoi processi formativi, è uno dei mezzi per giungere al conseguimento di tale coscienza.
Errore da non commettere mai è quello di abituarsi a questi tragici accadimenti e di giungere perfino alla terribile conclusione che essi rientrino “nell’alea normale” del rapporto di lavoro. Ma per evitare che ciò accada di nuovo e, in ogni caso, per ridurre drasticamente il rischio di ulteriori morti bianche, è indispensabile adoperarsi al fine di individuare corretti percorsi di prevenzione e informazione, giovandosi anche di uno straordinario tramite di comunicazione e conoscenza, quale da sempre è il teatro.


 



lo spettacolo Morti a perdere è un lavoro che – utilizzando la tecnica del teatro di narrazione integrata con la danza, la musica dal vivo e una serie di contributi video che interagiscono con attori, danzatori e musicisti – racconta, in termini drammatici, di una delle tragedie più quotidiane e più straordinarie della nostra epoca: le morti bianche.
Gli attori a dar voce, cuore e corpo a passi di storie vere, frammenti di vite vissute intrise di ordinaria fatica, schegge di intrepide denunce.
La danza a sottolineare ulteriormente le emozioni.
I video ad ampliare lo sguardo.
Intorno, dentro, a tutto, la musica a stringere attori e spettatori in un unico, struggente abbraccio.
Il teatro non permette a nessuno di fare lo struzzo.

note di regia La drammaturgia di Morti a perdere si basa essenzialmente sui testi concorrenti il Premio Letterario dedicato alle morti bianche, edizione 2009.
A partire da essi, ho scelto un percorso emozionale in grado di coinvolgere ogni pubblico sul tema della sicurezza sul lavoro, dei rischi e delle tragiche conseguenze in cui si incorre quando non si rispettano le norme che le regolano. Ho elaborato le ansie, le paure, le utopie e le distopie emergenti dalle storie che ho scelte per renderle corali, universali.
E per questo, in scena gli attori non sono i personaggi delle storie ma le storie stesse … storie che si esprimono attraverso la carne e l’anima di chi le interpreta.
E sempre, senza nulla concedere al pietismo/piatismo o allo splatter.
E mentre gli attori implodono, nel segno della misura, le danzatrici esplodono, nel segno della leggerezza, della rimembranza, del sogno, della rappresentazione fantastica …
E i versi di Maurizio Cerini, giovane poeta aquilano, contrappuntano, sottolineano, imprecano, reclamano l’uso corretto della ragione …
“Il sonno della ragione genera i mostri”.

Maria Cristina Giambruno (drammaturgo/regista)

Sono fiero di far parte dell’équipe di Morti a perdere perché questo tema mi tocca molto. Penso che il mio lavoro possa contribuire a richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza della conoscenza e rispetto delle norme sulla sicurezza, che non dovrebbero mai essere sottovalutate o men che meno ignorate.
Per quanto riguarda la mia interpretazione, mi muovo con grande umiltà tra le storie, per non tradire i contenuti, la linea di regia e me stesso. Così mi pongo nei confronti del testo come se lo leggessi per la prima volta e mi commuovessi … e il pubblico che mi segue si commuove della mia commozione.

Fabrizio Croci (attore)

Mio padre è morto di fibrosi polmonare, perciò, interpretando la parte del giovane che ha contratto una malattia a causa dei veleni respirati senza mascherina, devo fare il contrario di ciò che solitamente faccio in scena, devo sforzarmi di non dare troppo, altrimenti crollo…
Barbara Esposito (attrice)

Prodotto da L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione
in collaborazione con:
Provincia Autonoma di Trento, assessorato alla Cultura
ed assessorato alla Salute e Politiche Sociali,
Centro Servizi Culturali S.Chiara
,
Elmo organizzazione eventi
,
Pergine Spettacolo Aperto

ed il
Comune di Pergine Valsugana


drammaturgia e regia Maria Cristina Giambruno
scenografia Antonio Massena
coreografie Francesca La Cava
costumi Chiara Defant
musiche originali Raffaello Angelini
contaminazioni video Enzo Testa e Marianna Verì
attori Fabrizio Croci, Barbara Esposito
danzatrici Stefania Bucci, Annalisa Celentano
responsabile produzione e direttore di palcoscenico Alessandro Sevi

disponibilità gennaio - febbraio 2011
età consigliata dai 13 anni (scuola media e istituti superiori)
tecnica utilizzata teatro d'attore, danza, video
durata 70’
esigenze tecniche palcoscenico all’italiana m 9x7x6,50h
quadratura nera montata
buio in sala
Kw impegnati 15 (380 V / 3 P+N+T)
montaggio 4 ore

 

lo spettacolo può essere adattato anche in spazi di dimensioni minori

L'Uovo Onlus - TSI
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67100 L'Aquila
tel 0862.1960851
fax 0862.1960852
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