Morti a perdere

di Maurizio Cerini e
Maria Cristina Giambruno

912.410 infortuni sul lavoro 1.207 morti (2007)
874.940 infortuni sul lavoro 1.120 morti (2008)
397.980 infortuni sul lavoro 490 morti (primo semestre 2009)

Solo numeri? Solo dati statistici? Tabelle, caselle da riempire, cifre da analizzare in maniera asettica … no!
Una immane tragedia che un paese civile non può e non deve permettere!
Gli enti demandati al controllo e alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro devono individuare strategie comuni per evitare il ripetersi di tante tragiche morti; essi, in sinergia con quanti partecipano ai processi produttivi, devono promuovere azioni che, attraverso la prevenzione, determinino l’acquisizione di una cultura della sicurezza non più rinviabile.
La prevenzione può essere efficace solo se la conoscenza dei complessi meccanismi che regolano la sicurezza sul lavoro vengono acquisiti a cominciare dalle giovani generazioni; la scuola, con i suoi processi formativi, è uno dei mezzi per giungere al conseguimento di tale coscienza.
Errore da non commettere mai è quello di abituarsi a questi tragici accadimenti e di giungere perfino alla terribile conclusione che essi rientrino “nell’alea normale” del rapporto di lavoro. Ma per evitare che ciò accada di nuovo e, in ogni caso, per ridurre drasticamente il rischio di ulteriori morti bianche, è indispensabile adoperarsi al fine di individuare corretti percorsi di prevenzione e informazione, giovandosi anche di uno straordinario tramite di comunicazione e conoscenza, quale da sempre è il teatro.

 



lo spettacolo Morti a perdere è un lavoro che – utilizzando la tecnica del teatro di narrazione integrata con la danza, la musica dal vivo e una serie di contributi video che interagiscono con attori, danzatori e musicisti – racconta, in termini drammatici, di una delle tragedie più quotidiane e più straordinarie della nostra epoca: le morti bianche.
Gli attori a dar voce, cuore e corpo a passi di storie vere, frammenti di vite vissute intrise di ordinaria fatica, schegge di intrepide denunce.
La danza a sottolineare ulteriormente le emozioni.
I video ad ampliare lo sguardo.
Intorno, dentro, a tutto, la musica a stringere attori e spettatori in un unico, struggente abbraccio.
Il teatro non permette a nessuno di fare lo struzzo.

note di regia … sul fondo del palcoscenico l’idea di un ponteggio e di alcuni tralicci volutamente in penombra sono appena percettibili;
… fra la rete di tubi metallici scorrono immagini di ambienti di lavoro (cantieri, fabbriche, catene di montaggio,…) che si susseguono con un ritmo iper veloce e dissonante da sembrare quasi surreali;
… sull’intelaiatura metallica si muovono danzatori con gesti lenti, interrotti a tratti da movenze frenetiche, seguendo una partitura musicale incombente, incessante e ossessiva;
… davanti alla struttura due attori, un attore e un’attrice, spalle al pubblico illuminati in controluce;
… gli attori recitano, alternativamente ma a tratti anche sovrapponendosi, con una cadenza monologante, leggera, sofferta;
… si girano l’un contro l’altra, si cercano con gli occhi …
Da questa inquadratura iniziale, a mo’ di inquadratura cinematografica, si creano tagli di immagine che lo spettatore sceglierà di volta in volta, fissando il suo sguardo sui danzatori, sull’attore, sull’attrice, su un particolare o sul totale … prende l’avvio Morti a perdere

Prodotto da L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione,
in collaborazione con:
Provincia Autonoma di Trento, assessorato alla Cultura
ed assessorato alla Salute e Politiche Sociali,
Centro Servizi Culturali S.Chiara
,
Elmo organizzazione eventi
,
Pergine Spettacolo Aperto

ed il
Comune di Pergine Valsugana


 

drammaturgia Maurizio Cerini e Maria Cristina Giambruno
regia Maria Cristina Giambruno
coreografie Francesca La Cava
scenografia Antonio Massena
costumi Chiara Defant
musiche originali Raffaello Angelini
video Enzo Testa

disponibilità novembre 2010 -gennaio2011
età consigliata dai 13 anni (scuola media e istituti superiori)
tecnica utilizzata teatro di narrazione, danza, video
durata 55’
esigenze tecniche palcoscenico all’italiana m 8x7x5h
quadratura nera montata
buio in sala
Kw impegnati 15 (380 V / 3 P+N+T)
montaggio 4 ore

 

lo spettacolo può essere adattato anche in spazi di dimensioni minori

Teatro San Filippo - c.p. 153 - 67100 - L'Aquila
tel 0862.441200 interno 15 - uovotsf@tin.it
Partita I.V.A. 00232820662
^ Torna a inizio pagina