Quanto
successo nella notte fra il 5 e il 6 aprile 2009
ha cancellato tutto e messo in discussione tutto:
dopo 31 anni di attività, L’Uovo Teatro
Stabile di Innovazione, è costretto –
senza teatro, senza uffici e senza case –
a vivere una quotidianità errante cercando
di reinventare un futuro alquanto incerto.
E’ stato certamente difficile riprendere a
lavorare senza un luogo dove produrre e ospitare,
e a L’Aquila allo stato attuale non esistono
più teatri,… ma non ci siamo mai fermati.
E la dimostrazione tangibile di ciò la si
è avuta già nei giorni immediatamente
successivi al terremoto quando l’intera struttura
de L’Uovo si è rimboccata le maniche
per tentare in tutti i modi di riprendere a progettare
con una parvenza di normalità.
L’aiuto concreto di enti pubblici –
prima fra tutti la Provincia autonoma di Trento
con il progetto Solidarte che vede riuniti il Centro
Servizi Culturali “S. Chiara”, il Coordinamento
Teatrale Trentino, la Camera di Commercio - Palazzo
Roccabruna, Pergine Spettacolo Aperto e alcuni Comuni
del Trentino – di privati, colleghi, associazioni
e sconosciuti ci hanno dato la forza e il coraggio
di riemergere dalle macerie, sia in senso fisico
che metaforico, per continuare a lavorare.
Oggi a distanza di oltre sedici mesi, superata la
prima fase emergenziale legata alla necessità
di dare una sistemazione dignitosa alle persone,
la situazione appare in tutta l’ immensa gravità
di una prospettiva ultradecennale prima di un ritorno
a una apparente normalità. In tale frangente
tutto il sistema cultura/spettacolo è saltato,
non ci sono spazi destinati alla produzione e alla
rappresentazione delle creazioni artistiche, alcuni
uffici delle istituzioni culturali sono ancora collocati
in strutture d’emergenza.
L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione, organismo
di produzione riconosciuto dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, si trova, dopo 32
anni di lavoro, a dover riprogettare la sua vita,
le sue funzioni e, forse, la sua collocazione.
Antonio
Massena (direttore artistico)