EDITORIA

 

…Volti…
laboratorio di attività teatrali
per la risocializzazione dei detenuti


a cura de

L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione

in collaborazione con

Ministero della Giustizia
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Direzione Casa Circondariale L’Aquila

con il sostegno della

Regione Abruzzo



 

 

Sin dal 1982 L’Uovo, uno dei primi teatri in Italia (altre sperimentazioni di quegli anni le condussero il Teatro dell’Elfo di Milano, il Teatro Evento di Bologna, il Teatro dei Mutamenti di Napoli e la Compagnia del Collettivo di Parma) e il primo in Abruzzo, porta avanti una serie di progetti ideati e diretti da Maria Cristina Giambruno e rivolti alla popolazione detenuta (minori e adulti) presso le strutture carcerarie abruzzesi: Teatro domani (1982, 1983 e 1984 Istituto Penale per Minorenni L’Aquila); Teatro e Società (1990 Case circondariali di L’Aquila, Chieti e Teramo e Istituto Penale di Sulmona); Teatro, carcere e società (1995 e 1996 Casa Circondariale dell’Aquila); I mestieri del Teatro (dal 1998 al 2004 Istituto Penale per Minorenni L’Aquila – Area Penale Esterna e Area Penale Interna); …Safrasaida…, …Graffi…, Sciarada, Frames, Interposizioni, …Strade… e Viaggi (dal 2000 al 2006 Casa Circondariale dell’Aquila).
Due le pubblicazioni realizzate Verso il tetto del mondo a cura di Grazia Felli (1996) e …di scena in scena… di Patrizia Pennella (2001) entrambe edite dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo. Due i documentari prodotti Oltre le sbarre di Fabrizio Masciangioli (1996) e Dopotutto siamo uomini di Giada Centofanti (2003).

L’esperienza maturata in oltre venti anni di attività, la validità delle metodologie teatrali applicate al processo di risocializzazione dei detenuti, l’unicità e la potenzialità del teatro come vettore per lo sviluppo delle forme di relazione interpersonale, l’amalgama delle tecniche di creazione drammatica funzionali alla conoscenza della messinscena, lo scoprire il valore del dietro le quinte, costituiscono i passaggi fondamentali da cui scaturisce tale percorso artistico, sociale e di impegno civile.
Il progetto carcere, che L’Uovo va elaborando nel corso di queste sperimentazioni, ha come obiettivo la realizzazione di un processo di risocializzazione dei detenuti attraverso l’educazione alla conoscenza dei meccanismi teatrali, puntando sull’attivazione di laboratori teatrali che studino e facciano riflettere su … “che cos’è il teatro?… e che quindi diano la possibilità di conoscere e penetrare la vera essenza del fare teatro attraverso la pratica diretta.
Ma che c’entra il teatro in tutto questo? Che significato ha progettare e fare teatro all’interno di un carcere? Sicuramente accettare una sfida insieme - detenuti, attori, tecnici, personale dell’Istituto – per costruire, attraverso la pratica del teatro, momenti di vita comune in cui lo spettacolo è solo un pretesto o, forse meglio, l’evidenza concreta di un percorso altrimenti solo emozionale.
Un lavoro continuo di tessitura paziente e meticolosa di un cammino che, attraverso l’osmosi tra attori/detenuti e detenuti/detenuti, crea i presupposti per uno spettacolo capace di suscitare emozioni forti e teatralmente valide al di là degli stereotipi che il fare teatro all’interno di un carcere di solito genera.

I progetti di lavoro hanno dimostrato che, ad esempio integrazione multietnica e solidarietà sono attuabili, che la diversità di culture e lingue non è un ostacolo ma uno stimolo, che vita esterna e interna possono incontrarsi proficuamente al di là delle barriere fisiche…
E quale mezzo migliore se non quello del teatro come momento di conoscenza e condivisione?
Tutto ciò a dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che il teatro essendo rappresentazione della vita, socializzazione, comprensione, condivisione, è,…insomma, necessario.
Stemperando tensioni, mediando e scegliendo – volta per volta – su cosa era più giusto lavorare, usando comprensione ma anche fermezza si è riusciti a realizzare progetti nati dalle esperienze maturate in tanti anni di frequentazione di questo mondo con la convinzione, sempre più forte e precisa, della giustezza e delle possibili positività dei risultati ottenibili tramite l’attività teatrale. Attività che, rispetto ad altre, è in grado di saper cogliere al meglio le volontà dei singoli conciliandole fra loro con armonia, fondendole in un unico grande, indivisibile e suggestivo viaggio.
Frequentare il teatro, scoprire finalmente un teatro, un palcoscenico con le sue attrezzature tecnologiche, la magia delle luci e dei suoni, vedere che cosa si cela nel retropalco (deposito di sogni dove tutto è accantonato in un disordine geometrico quasi a creare la scenografia di uno spettacolo che non sarà mai rappresentato), i magazzini del teatro…tutto ciò come per incanto ha dato loro l’essenza e la tangibilità di tanti discorsi apparentemente astratti fatti precedentemente. Frequentare il teatro da protagonisti, creare passo dopo passo – con l’esperienza acquisita in palcoscenico – luci diverse, suoni dolci, forti, aspri, melodici, …confrontarsi con le esigenze drammaturgiche della messa in scena, il regista, gli attori,…
Ma cos’è veramente il teatro? Forse il luogo dei sogni o meglio delle utopie, il luogo dove i sogni e le utopie possono diventare realtà. E la realizzazione del sogno è possibile grazie alla condivisione dell’utopia da parte di più soggetti (drammaturgo, regista, scenografo, costumista, musicista, attori, tecnici, organizzatori,ecc.) che insieme pensano, creano, lavorano, discutono…ma solo ed esclusivamente per far sì che il sogno di pochi, anche per un solo attimo, diventi il sogno di tutti.
E’ da questa teorizzazione che ha preso le mosse il percorso formativo con i detenuti, percorso che è stato “letto e compreso” dagli stessi sicuramente a livelli diversi, ma la cui essenza ha conquistato tutti…

 

SENZATITOLO

il progetto editoriale nato tre anni or sono ha già prodotto dieci numeri rispettando la cadenza trimestrale. Un impresa editoriale che ha visto la luce, in un momento assai difficile e delicato per la cultura e lo spettacolo italiano, ma che riesce a rappresentare un momento di riflessione, ma anche di provocazione di un confronto che deve tornare a produrre idee. Un trimestrale che è riuscito a raggiungere tutte le componenti della cultura e dello spettacolo, a livello nazionale, sia pubbliche che private.

 

http://senzatitoloculturalmagazine.wordpress.com

 

 

 

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