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L’Uovo
Teatro Stabile di Innovazione Onlus segue fin
dalla costituzione un preciso indirizzo di ricerca
e di creazione artistica imperniato sulla combinazione
di forme e linguaggi diversi in funzione di un
rinnovamento dello spettacolo teatrale, che non
ne riduca, ma, al contrario, ne esalti l’originaria
ed esclusiva ritualità, valorizzandone
nel contempo la potenzialità di vettore
di emozioni autentiche, e che ne faccia oggetto
di attenzione e di interesse reali fra le giovani
generazioni.
Indirizzo
sancito, sul piano più ampio e generale
di una strategia culturale per tutto il comparto
teatrale italiano dalla normativa del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali che,
come recita l’articolo 2 del D.M. 21.12.2005,
si impegna a “… favorire la qualità
artistica e il rinnovamento dell’offerta
teatrale ... promuovere nella produzione teatrale
la qualità, l’innovazione, la ricerca,
la sperimentazione di nuove tecniche e di nuovi
stili ... promuovere l’interdisciplinarità
e la multimedialità ...ampliare le potenzialità
del mercato teatrale”.
L’Uovo,d’altra
parte, nel suo lungo percorso artistico, non ha
mai mancato di riferire e collegare l’evento
teatrale alla quotidianità della creazione
e della fruizione artistica e letteraria nelle
sue differenti forme correlata al tessuto connettivo
della tradizione culturale.
Ed è
sulla base di precedenti e qualificate esperienze
che L’Uovo ha sperimentato e verificato
la possibilità di creare originali progetti
rivolti alle giovani generazioni in grado di coniugare
spettacolo, impegno civile e coscienza sociale
In linea
e come naturale sviluppo dei progetti già
sperimentati, L’Uovo è in grado di
corrispondere all’interesse dell’Amministrazione
Comunale de L’Aquila ideando e proponendo
un progetto triennale, volto alla conoscenza delle
problematiche connesse al risparmio energetico:
IL SOGNO
DI EDISON Il celebre
e prolifico inventore è considerato il
“padre della lampadina”, ma più
in generale fu colui che maggiormente si impegnò
al fine di sfruttare al meglio l’elettricità,
l’energia più pulita di cui disponga
l’uomo. All’inizio del Novecento brevettò,
tra l’altro, il primo modello di automobile
elettrica, invenzione che purtroppo non ebbe seguito,
soccombendo al neonato motore a benzina di Henry
Ford. A tutt’oggi la diffusione delle automobili
elettriche darebbe un forte impulso all’
attuale guerra contro l’inquinamento.
Il risparmio
energetico è una considerevole fonte di
energia rinnovabile "virtuale", ed è
anche la più immediata e accessibile a
tutti.
Con "risparmio
energetico" si indica quell'area di interventi
sui sistemi energetici, impianti, strutture, componenti,
materiali, che portano alla riduzione del consumo
di energia. Un investimento fatto per risparmiare
energia si ripaga in tempi relativamente brevi.
Il minore consumo di energia consente la riduzione
dei costi di gestione (riduzione della bolletta
energetica annuale). Da evidenziare che negli
interventi di risparmio energetico dove si riducono
le quantità di energia primaria di origine
fossile (petrolio e derivati, Gpl e gas naturale,
carbone e derivati) è anche possibile ridurre
l'impatto sull'ambiente evitando l'emissione di
CO2 ed inquinanti vari. E' per questo motivo che
il risparmio energetico è assimilabile
all'utilizzo di una fonte di energia rinnovabile.
Parlando
di risparmio energetico la prima cosa che ci colpisce,
determinata dalla quotidianità d’uso,
è lo spreco legato all’illuminazione.
Ancor oggi la maggioranza delle lampadine che
utilizziamo quotidianamente sono ad incandescenza,
ovvero sono formate da un filamento interno metallico
che attraversato da corrente elettrica si riscalda
sino a diventare incandescente illuminando gli
ambienti. Questo tipo di lampadina è di
vecchia concezione e consuma molta energia ed
inoltre hanno breve durata se confrontate con
quelle di nuova generazione. In genere la vita
media di questo genere di lampadine è di
1.000 ore lavorative; in compenso hanno il pregio
di costare meno. Da svariati anni si trovano in
commercio le lampadine denominate a basso consumo
energetico o a fluorescenza compatta. Sono più
costose, ma durano molto più a lungo (anche
10-12 volte in più) delle vecchie lampadine
ad incandescenza; inoltre consentono un risparmio
notevole di energia elettrica che può arrivare
fino ad un 75% rispetto alle lampadine tradizionali.
I vantaggi delle lampadine di nuova generazione
sono dunque assimilabili a due concetti come vita
molto più lunga e risparmio elevato di
energia elettrica. Le lampadine di nuova generazione
consentono un risparmio notevole di energia e
quindi meno immissione di gas serra nell’atmosfera.
Nel corso
dei tre anni, dunque, si richiamerà l’attenzione
su temi che riguarderanno i principali criteri
comportamentali di tutta la società, criteri
volti alla salvaguardia dell’ambiente messo
sempre più a dura prova dall’inquinamento
e da un uso poco consapevole dell’energia,
nelle sue varie forme...
Il primo tema è quello dell’elettricità,
poi l’attenzione si sposterà sull’acqua,
sui rifiuti, su…
Ora per sensibilizzare
le giovani generazioni a problematiche tali, il
contributo di uno spettacolo teatrale, attraverso
i suoi mille linguaggi e i suoi infiniti strumenti
espressivi, risulta strumento di valenza eccezionale
ai fini della comprensione di temi complessi e
fondamentali per lo sviluppo armonico del nostro
futuro e della acquisizione di prassi quotidiane
più intelligenti ed economicamente auspicabili.
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| Non
sparate... ...sul pianista
mi illumino
di immenso
Il primo passo del
percorso progettuale è incentrato sul risparmio
energetico, sul consumo dell’energia elettrica
che, tra l’altro, è la principale fonte
di luce… Ed è proprio quest’ultima,
La Luce, uno dei personaggi dello spettacolo di
Maria Cristina Giambruno che si propone di far riflettere
il pubblico dei più giovani e, nello stesso
tempo, divertirlo, coinvolgendolo in un gioco interattivo,
durante il quale i bambini potranno capire come,
seguendo semplici, ma preziosi consigli, si possa
risparmiare energia.
Si sente parlare sempre più spesso degli
effetti dell’inquinamento di cui tutti si
è responsabili, quando per pigrizia o noncuranza
si compiono gesti all’apparenza innocui, ma
in realtà lesivi per l’ambiente, come
lasciare la luce accesa, ogni volta che si esce
da una stanza, aprire inutilmente e troppo spesso
il frigorifero o riporvi cibi ancora caldi...Occasioni
nelle quali si spreca energia, prodotta dalle centrali
elettriche i cui gas di scarico sono tra i principali
responsabili dell’effetto serra.
Ecco che ci si accorge di essere responsabili di
un processo distruttivo e molto più grande
di noi. Ad esempio ancora oggi la maggior parte
delle lampadine che si utilizzano quotidianamente
sono ad incandescenza - di vecchia concezione e
dal consumo elettrico esagerato - hanno breve durata,
ma costano meno di quelle a “basso consumo
energetico” o a “fluorescenza compatta”,
che sono in commercio da svariati anni; sono più
costose, è vero, ma durano molto più
a lungo delle vecchie lampadine ad incandescenza
e consentono un risparmio notevole di energia, fino
al 75%.
Se la produzione di elettricità potesse ridursi,
con un uso più attento dell’energia
e con l’adozione di accorgimenti, come l’acquisto
delle lampadine fluorescenti, quel processo distruttivo
potrebbe arrestarsi, piano piano... e finalmente
“la musica cambierebbe”… ed è
proprio quello che La Luce, sconsolata, tenterà
di far capire ai bambini: a chi l’accusa di
essere la colpevole di cose terribili come l’inquinamento
e l’effetto serra, essa risponde “...non
ne sono certo io la causa! Io sono …ecco…io
sono come un pianista che sta al piano e suona la
musica che gli danno da suonare …e se la musica
è brutta , la colpa non è certo del
pianista. Dipende da che musica gli danno da suonare
!…” Lo
spettacolo si propone come approccio poetico e
concreto con i problemi legati allo spreco energetico.
Soprattutto, nello specifico, al consumo eccessivo,
sperperante e ingiustificabile dell’energia
elettrica. Toccando i tasti più cari ai
giovani spettatori, dalla playstation ai boschi
e agli animali – passando, beninteso, per
la tv, il computer et similia – e arrivando
sino all’effetto serra e oltre, Non sparate
sul pianista , comincia sulla scena con un personaggio
immateriale, come la sostanza dei sogni, e poi
scende in platea, complici due personaggi bizzarri
e bislacchi che chiamano gli spettatori a diventare
coprotagonisti di un gioco interattivo, divertente
assai ma anche serio, assai… Così,
attraverso informazioni precise e divag-azioni
sul tema, i bambini diventati attori, nella duplice
valenza semantica, potranno scegliere (decidere?)
di non essere, e di non voler essere, pedine di
un gioco più grande di loro ma, anzi, artefici
anch’essi di risanamento energetico e responsabili
del proprio futuro. Suonando da sé la propria
musica…
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