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| Lo
splendore barocco del San Filippo:
da umiliante deposito daziario a prestigiosa sala
teatrale
Il
San Filippo, prezioso esempio d'eleganza e armonia,
è uno dei rarissimi esempi di architettura
aquilana del Seicento. Negli anni Venti dell'Ottocento,
il complesso costituito dalla chiesa e dal convento
dei Filippini passò ai Liquorini e quindi,
dopo la costituzione del Regno d'Italia, venne
trasferito al demanio comunale; la chiesa venne
però messa a disposizione dell'Esercito
e adibita, fino al 1946, a magazzino di derrate
alimentari; successivamente, il Comune ne fece
per più di vent'anni un deposito daziario.
Nel 1970, quando la Soprintendenza ai Baaas per
l'Abruzzo ne intraprese il radicale restauro,
l'aula ecclesiale appariva in un stato miserevole,
in conseguenza delle due ultime destinazioni d'uso
e anche dei non felicissimi interventi di ripristino
effettuati dopo il terremoto del 1703 e dopo il
devastante incendio del 1842.
Rimasta a lungo inutilizzata, la chiesa languì
in una nuova fase di degrado, fin quando l'iniziativa
dell'Uovo, pienamente appoggiata dal Comune, ne
fece nel 1987 l'attuale sala teatrale, le cui
strutture lasciano del tutto indenne l'intero
apparato architettonico e decorativo.
L'intervento dell'Uovo, costato circa 500.000,00
euro (dai primi lavori di ristrutturazione e adeguamenti
alle normative sulla sicurezza agli attuali interventi
finalizzati al miglioramento della recettività
delle tecnologie teatrali) e in gran parte autofinanziato,
è stato coordinato da Antonio Massena con
la consulenza artistica dell'arch. Renzo Mancini
e la progettazione dell'ing. Claudio Santini.
Dal 1987 ci sono state quasi 2.000 rappresentazioni
con circa 400.000 spettatori.
Sul palcoscenico del San Filippo ora passano i
nuovi comici ma il teatro vive anche di concerti
di buona musica e degli appuntamenti delle varie
rassegne.
Alla domenica pomeriggio si anima la rassegna
"A teatro con mamma e papà",
manifestazione che unisce tradizione e innovazione
della fiaba per i piccoli e che ospita quanto
di meglio il teatro ragazzi offre attualmente
in Italia.
Al mattino accoglie le scuole di ogni ordine e
grado per l'analogo ciclo di spettacoli "A
teatro con la scuola".
Molti i riconoscimenti che hanno premiato il lavoro
di questa associazione: nella stagione 1993/1994,
il Biglietto d'Oro Agis/Minerva ha sancito il
successo di pubblico in rapporto alla capacità
del teatro San Filippo.
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Notizie:
La chiesa di San Filippo Neri, oggi adibita a
teatro, si affaccia sull'omonima piazzetta di
concezione barocca, collegata all'angolo Nord-Est
di piazza Duomo dalla piccola via Cavour. Venne
costruita nella prima metà del XVII secolo
dai PP. Filippini per soddisfare l'esigenza di
una nuova grande chiesa nella quale esercitare
la propria azione pastorale; ciò in una
fase in cui la Congregazione stava sviluppandosi
rapidissimamente e la nascita di una nuova chiesa
mirava non solo a rispondere alle normali esigenze
di culto ma anche a testimoniare concretamente
la vitalità della Congregazione e la grandezza
del suo Fondatore. La costruzione dell'edificio
fu iniziata nel 1637 e già nel 1651, non
appena terminate le strutture essenziali, venne
aperta al culto. I lavori continuarono piuttosto
speditamente, lasciando però la facciata
incompleta, come poi è rimasta sino ai
nostri giorni; è ancora oggi possibile
infatti rilevare l'assenza di rivestimento. San
Filippo nacque come una delle sperimentazioni
spaziali più caratteristiche dell'area
aquilana seicentesca, intrisa di chiari riferimenti
alla temperie culturale romana, come dimostra
l'impianto distributivo, evidentemente mutuato
dalle grandi chiese congregazionali romane della
fine del XVI - inizi del XVII secolo. Il completamento
della decorazione si protrasse per tutto il XVII
secolo fino alla grave interruzione causata dal
terremoto del 1703, a seguito del quale anche
San Filippo, come molte altre chiese aquilane,
riportò seri danni; in particolare furono
coinvolti il tetto della navata, la cupola ottagonale,
il campanile e le statue di evangelisti della
crociera. I lavori di ricostruzione dovettero
iniziare intorno al 1708, secondo le informazioni
contenute nelle perizie tecniche e nei preventivi
di spesa per le operazioni di restauro redatti
negli anni appena successivi al sisma. Si può
inoltre affermare che agli inizi del XVIII secolo
le strutture principali erano completate, mancando
ancora la facciata, come già affermato
mai più eseguita, e l'altare maggiore.
Terminate erano pure le cappelle laterali e in
fase di lavorazione erano i due altari agli estremi
del transetto. Dalla ricostruzione del San Filippo
emerge in maniera piuttosto evidente la novità
dell'impianto: un'aula ad asse traverso, con due
sole cappelle laterali e presbiterio cupolato.
L'organismo è ottenuto attraverso l'assemblaggio
di gruppi spaziali diversi mediati dall'arcone
trionfale di raccordo tra navata e cupola. Il
risultato è un sistema a sala vario ed
articolato i cui spazi comunicano una certa tendenza
alla centralità. Il modello tipologico
di base è stato ricondotto ai due più
alti esempi del San Pantaleo a Roma di Giovanni
Antonio de Rossi (1680) e del Gesù di Ancona
del Vanvitelli (1743). La connotazione barocca
dell'edificio aquilano si mostra però meno
pura, riaffiorando in essa di tanto in tanto elementi
della cultura manierista che l'ignoto realizzatore
del San Filippo sembra non voler mai abbandonare
completamente. Tale lieve contraddizione si evidenzia
tanto nell'apparato decorativo quanto in quello
strutturale, nei quali elementi inequivocabilmente
barocchi sono tenuti insieme da un linguaggio
di impronta ancora cinquecentesca. Lo si nota
ad esempio nella cappella i cui volumi sono sì
slanciati tanto da provocare una interruzione
nella continuità tra la cappella a la zona
absidale, ma non tanto da rientrare a pieno nella
sintassi barocca alla quale la struttura dovrebbe
far riferimento. Lo stesso utilizzo di due cappelle
laterali anziché tre suggerirebbe una certa
disarmonia nell'andamento delle proporzioni. Volendo
però prescindere da tali eventuali incongruenze
di stile è comunque innegabile l'esemplarità
della soluzione dell'impianto aquilano, utilizzata
probabilmente per risolvere un'architettura posta
trasversalmente rispetto alla dimensione dell'isolato
e che troverà utilizzo in città
in impianti con la stessa impostazione. A caratterizzare
in maniera propriamente barocca l'edificio del
San Filippo sono gli altari, i due collocati nel
transetto e i quattro delle cappelle laterali
sono tutti accomunati dall'elemento del coronamento:
un timpano spezzato curvilineo, sormontato da
una targa coperta a sua volta da un timpano più
piccolo. Negli altari del transetto sono inoltre
presenti due grandi statue di santi poste ai lati
della zona inferiore. Un riferimento a parte merita
l'altare maggiore, realizzato dopo il 1715 e completamente
intriso di elementi del tardo o tardissimo Barocco:
una pianta ad andamento concavo, colonne binate
ed una evidente cura della zona superiore. Indubbio
sembra il richiamo alle impostazioni spaziali
di Carlo Fontana, molti allievi del quale operarono
a L'Aquila nei primi anni del secolo XVIII, tra
questi Sebastiano Cipriani, Carlo Buratti e Francesco
Fontana. Affiancati alla chiesa e contemporaneamente
ad essa furono edificati il convento dei Filippini
ed un oratorio dei laici. Nel 1862 l'ordine dei
Filippini fu soppresso e la chiesa con il suo
complesso dopo essere passata per un breve periodo
ai Redentoristi venne chiusa al culto e confiscata
dal Comune. Oggi l'edificio è sede di un
teatro.
Iscrizioni:
Su quattro lapidi tombali. "1630"; "1662";
"1666"; "1770"
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| TEATRO SAN
FILIPPO
Il giorno 28 maggio 1986
l’Associazione Culturale l’Uovo
avanzava al Comune dell’Aquila
richiesta di concessione in uso del San Filippo
dichiarando la propria disponibilità ad
assumersi l’onere finanziario
per la realizzazione dei lavori di
ristrutturazione e adeguamento alle norme di sicurezza.
Il giorno
23 luglio 1986
la Giunta Municipale di L’Aquila,
con deliberazione n. 1515,
concedeva il San Filippo in uso e gestione
alla Associazione Culturale l’Uovo.
Il giorno
11 ottobre 1987
nel rinnovato teatro,
conclusi i lavori terminati il 20 gennaio dello
stesso anno,
veniva effettuata la prima rappresentazione di
prosa.
Il giorno
7 novembre 1987
il Teatro San Filippo veniva ufficialmente inaugurato,
nella sua nuova veste,
con la rappresentazione dello spettacolo di
Maria Cristina Giambruno
<<Storie di neve… ovvero… lo
schiaccianoci>>.
La progettazione
degli interventi di ristrutturazione
e adeguamento alle norme di sicurezza è
stata curata da:
dr. Antonio
Massena
coordinamento generale
arch. Renzo Mancini
supervisione artistica
dr. ing. Claudio Santini
opere murarie e impianti teatrali
dr. ing. Vincenzo Giuliani
impianto termico
dr. ing. Francesco Saggese
impianto elettrico
La realizzazione
delle opere è stata curata da:
l’Uovo
gran compagnia di attori pupazzi mimi e burattini
con il concorso
di:
Comune dell’Aquila
Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila
Hoechst Italia S.p.A.
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura
dell’Aquila
Associazione Costruttori Edili della Provincia
dell’Aquila
Savoia Assicurazioni
Selenia Industrie S.p.A.
E con l’adesione
di
Cooperativa Cinematografica La Lanterna Magica
Enzo Lombardi
Rotary Club dell’Aquila
Concezio Gizzarelli
I Solisti Aquilani
Istituzione Sinfonica Abruzzese
Vittorio Antonellini
Diego Bartolomucci
Comunità Montana Amiternina
Ravit S.p.A.
Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo dell’Aquila
Ente Provinciale per il Turismo della Provincia
dell’Aquila
Silvio Feliciani
Errico Centofanti
che hanno
sottoscritto quote per l’acquisto simbolico
di
<<Una poltrona per San Filippo>>
L’Aquila,
30 maggio 1988
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Teatro San Filippo - c.p. 153 - 67100 - L'Aquila
tel 0862.441200 interno 15 - uovotsf@tin.it
Partita I.V.A. 00232820662
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